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Restyling logotipo Pikenz
La prima valutazione che ho fatto nell’affrontare questo restyling riguarda le caratterisitiche, sia positive che negative, del vecchio logotipo PIKENZ. Considerando il settore in cui compete il marchio, risulta sicuramente valido, per alcuni motivi, la tipologia del carattere che disegna il logo odierno. Questo può essere considerato un “ egizio” che dal suo aspetto riesce a dare autorità. Dunque l’autorevolezza necessaria a questo tipo di brand viene già comunicata. Nell’impostazione del restyling non può non essere considerato questo valore esistente. Ciò significa scegliere un tipo di carattere che riuscirà a trasmettere questa caratteristica.

La scelta si è focalizzata su 3 caratteri: Mixage, Novarese, Symbol. Rispetto all’attuale carattere, questi ultimi hanno maggior vigore evitando la ridondanza eccessiva, la pesantezza e la staticità pur mantenendo autorevolezza.
Nel disegnare la struttura del logo, il Mixage è servito per dare le proporzioni dei caratteri, gli altri due essendo troppo ristretti per imporre anche una certa opulenza. Nel dover ritrasmettere l’eleganza e la morbidezza che venivano evocate dalle grazie, il Mixage risulta comunque troppo secco e così il disegno delle fonts si è basato sui Novarese e Symbol. Per creare maggiore slancio e modernità, tutte le lettere sono state modificate. Per raggiungere questi due obiettivi il Symbol risultava più idoneo e dunque su questa scelta di caratteri si è concentrato maggiormente il seguito del progetto.


Definito il ridisegno delle lettere che formano il logotipo, rimaneva da affrontare un problema piuttosto spinoso esistente nell’attuale Z finale del logo. La quale in effetti rileva un’attitudine da protagonista, ma il cui peso e la cui fisionomia compromettono fondamentalmente eleganza ed equilibrio, molto presenti invece come comportamenti in questo comparto di mercato. Dunque era importante capire cosa intendesse o comunque cosa dovesse trasmettere questo segno-carattere, per riproporsi in modo corretto sul mercato. Penso che la realizzazione grafica della Z attuale peccasse di coerenza rispetto alle lettere che la precedevano, disegnando male un intento di nobilizzazione, di rottura o comunque di caratterizzazione. Dunque il lavoro del suo ridisegno doveva percorrere questi accorgimenti visivi e cercare di correggerli. Non potendo anullare una scelta stilistica poco indicata per affermare personalità rispetto alla concorrenza, la soluzione al problema doveva per forza considerare questo ingombrante patrimonio visivo. Dunque sono stati vagliati dei percorsi di modifica che attenuavano il peso e la sproporzionata dimensione della soluzione attuale. Un’ altra strada è stata quella di riproporre l’attitudine attuale, modificandone però l’aspetto grafico e le proporzioni, cercando di migliorare senza stravolgere. Un ultimo tentativo, più traumatico per l’intervento innovatore sulla forma della Z, ha voluto dimezzare il peso di questa coda inaggirabile ma indispensabile, dividendola in due. Questa è la soluzione che risulta la più convincente, anche se la più trasgessiva rispetto alla situazione attuale.

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