Intervista a Live Social

Collegatevi qui per guardare il video su YouTube. Buona visione

Raccontaci cosa fai di bello!

In effetti sono pochi 7 minuti per raccontare tutte le fatiche e le soddisfazioni vissute in tanti anni di lavoro, ma ho deciso comunque di cogliere la sfida.
In questa breve intervista a Live Social presento sinteticamente il mio percorso professionale.

 Tanti anni di lavoro in 7 minuti

Ho sfruttato al meglio questi minuti per esporre il mio lungo percorso professionale come graphic designer e per parlare della mia vasta esperienza da libero professionista. In particolare descrivo e illustro la mia specializzazione nel brand e packaging design.

Una selezione di progetti nell’immagine di marca e di prodotto sono visibili sul sito:https://www.tonitraglia.com/pack.html – https://www.tonitraglia.com/corporate…

Può un restyling rilanciare le sorti di un buon prodotto?

Spesso mi viene chiesto perchè è necessario il restyling di una linea. Effettivamente per tante piccole e medie aziende rimettere mano a l’immagine dei loro imballaggi risulta essere una cosa inutile. D’altronde hanno già affrontato la scocciatura di dover in qualche modo disegnare le loro confezioni.

La risposta è semplice quanto ovvia, serve a migliorare il valore percepito dei loro prodotti. In verità tanti clienti hanno dei dubbi sull’efficacia della veste grafica che hanno adottato, ma in fondo non sono convinti del valido contributo che potrebbe portare un design diverso. Solo il confronto con i concorrenti che hanno investito in un packaging di successo riesce a fare cambiare loro idea. La differenza tra le loro confezioni senza personalità e quelle coinvolgenti dei competitors è illuminante.

Peccato però che, nel voler cambiare, chi si ripropone subisce uno svantaggio non indifferente. I suoi prodotti sono già presenti sul mercato con un’identità che comunque ha segnato i consumatori, non nel modo migliore sicuramente. Questa condizione rende spesso complicato rimettere a nuovo un’immagine esistente. Il suo modo di presenziare il mercato influenza il successo o il fallimento di un restyling. Non è per niente facile in effetti capire come muoversi per rilanciare, nel modo corretto, qualcosa che non funziona ma che ha ormai una presenza accertata sul mercato.

Cambiare ma non troppo.

Una regola va considerata ogni volta che si ridisegna l’aspetto grafico di un packaging: non stavolgere completamente tutti gli elementi grafici che compongono l’identità visiva. Il ridisegno di una confezione è certamente un lavoro di annullamento, per poter poi rinnovare, ma non per questo si può cancellare completamente un’immagine esistente. La difficoltà sta nel ponderare bene cosa va mantenuto e cosa invece va rifatto. Ci sono degli esempi di fallimento che hanno fatto storia, come il famoso caso dei succhi “Tropicana”. Quell’infelice restyling dimostra come un annullamento completo degli elementi grafici porta a un clamoroso flop. In effetti visto il calo delle vendite del 30% dopo il restyling si decise di tornare alla vecchia identità visiva. 

Allo stesso tempo, il mantenere troppo l’esistente può risultare un’operazione inutile, se la partenza non dimostra di essere abbastanza forte. In queste valutazioni sta la bravura di un graphic designer. Saper cogliere in una fisionomia quei comportamenti grafici che hanno ragione di sopravvivere al cambiamento. Spesso nel cliente può prevalere la voglia di azzerare tutto, non cogliendo quel poco di buono che vive sui suoi prodotti. Ma la mancanza di giudizio non è solo dei profani, come dimostrato dal caso “Tropicana” . L’azzeramento era stato argomentato dai professionisti che non avevano colto il valore di alcuni componenti del graphic design.

Non vanificare la riconoscibiltà acquisita.

In linea di massima, quando la riconoscibilità di una marca sul mercato è forte, conviene dosare il restyling in modo leggero, magari ripetendo il rinnovo in diverse fasi. Un esempio famoso di questo comportamento è certamente la Coca-Cola che dosa lievemente ogni suo cambiamento d’immagine. La maggior parte delle situazioni però interessa packaging dove bisogna inervenire profondamente senza stravolgere alcune parti decisive per la riconosibilità. Il colore predominante e l’aspetto grafico della marca sono due elementi fondamentali che vanno trattati con accortezza.
Un esempio realizzato in questo contesto concerna le bottiglie qui visibili prima e dopo il restyling. Si può notare come il ridisegno della marca “Veraloe” ha permesso di conferire più forza e autorevolezza senza vanificare la memoria visiva del logotipo già esistente.

Non perseverare nell’errore.

In conclusione, per non dover sbagliare un intervento di restyling, conviene sempre capire cosa va mantenuto e cosa invece va rivisto. Dalla corretta valutazione dell’esistente scaturisce poi il successo del lavoro di rinnovo. Certamente conviene affidarsi a graphic designer esperti che hanno esperienza nel valutare la grafica di un prodotto.
Partire male può essere recuperabile, ma perseverare nell’errore può essere tragicamente dannoso per la sopravvivenza dei prodotti. Collegandovi a questa pagina potete leggere le motivazioni dell’intero progetto di restyling “Veraloe”

Non solo bello il design!

Packaging Design premiato anche nelle vendite!

Fa sempre piacere ricevere riconoscimenti ed apprezzamenti per il proprio lavoro.
In effetti, i professionisti del settore hanno conferito a questo progetto diversi premi al “Mediastars” di Milano.
Nel caso di questa linea, le soddisfazioni però sono ancora maggiori visto il successo registrato anche nelle vendite dei prodotti.
Il design di questo packaging è piaciuto prima di tutto al cliente ma poi è stato l’ottimo riscontro avuto dai consumatori che ne ha determinato la sua affermazione.

Quando l’empatia diventa coinvolgente!
Questa linea nasce con “Azzurra”, l’etichetta creata per valorizzare la selezione degli oli mediterranei della Museum. Il compito del packaging design era quello di rappresentare i colori e i sapori del bacino mediterraneo. La grafica ha sfruttato la vivacità e l’allegria della cultura del Sud per rendere coinvolgenti le etichette.
Il risultato è piaciuto molto e si è deciso di ampliare l’immagine anche su altre referenze non incluse inizialmente nel progetto.

Il progetto della linea completa è visibile collegandosi a questa pagina del blog

Ristampa delle etichette “Condimento Balsamico” versione mini.

Sono arrivate le nuove etichette dei condimenti balsamici “Museum” per le bottigliette da 50 ml.
Questa nuova edizione ha comportato solo pochi cambiamenti di testo sul fronte e sul retro. L’apprezzamento della grafica di linea viene dunque confermato; la successione del packaging design è garantita.
Questi piccoli contenitori pregiati rivelano l’aspirazione premium delle etichette. In effetti l’indirizzo del lavoro si è basato su questo orientamento strategico. In questo modo la nuova immagine di prodotto ha raggiunto un’adeguata valorizzazione.

Il progetto della linea completa è visibile collegandosi a questa pagina del blog

Il progetto della linea completa è visibile collegandosi a questa pagina del blog

Buona idea, non per caso!

In questo articolo parlerò di come sia importante la pertinenza in un progetto di packaging. E’ una qualità che investe la parte progettuale di un lavoro, con lo scopo di renderla attinente ad un concetto creativo. A pensarci bene, non c’è un prodotto che abbia le stesse caratteristiche degli altri, di conseguenza anche il design dovrebbe farsi carico di rendere visibili queste differenze. In questo modo i vostri progetti diventeranno packaging design affascinanti e coinvolgenti.

Il ruolo della pertinenza sta appunto nel contribuire ad avvicinare il contesto visivo con il prodotto preso in considerazione; quest’accostamento permette di sviluppare un racconto visivo che può essere associato solo al nostro oggetto di studio. In questo modo un’idea, oltre ad essere originale, diventa anche unica, poichè ribadisce un concetto condivisibile solo con il nostro prodotto.

Graphic design di sostanza

In pratica, se l’idea è di sfruttare una pennellata per caratterizzare una linea di filati, l‘intento diventa più personale se il colpo di pennello è generato da tanti fili di lana. L’impressione è sempre quella ma la sostanza è diversa. Con questo metodo il design si avvicina al mondo che vuole rappresentare utilizzando elementi di pertinenza di quest’ultimo

Se invece lo studio considera una linea di shampoo, il colpo di pennello dovrebbe definirsi sfruttando tanti capelli: l‘idea rimane sempre la stessa, ma la fisionomia del pack cambierà poichè la pennellata assumerà caratteristiche grafiche diverse, rese specifiche da un elemento inerente alla realtà degli shampoo.

Packaging affascinanti e coinvolgenti

Questi due esempi fanno intendere come una stessa idea possa essere personalizzata sfruttando componenti specifiche al prodotto su cui si sviluppa il progetto. E’ un’attitudine creativa che si può applicare in tutti gli ambiti poichè ogni realtà ha le sue caratteristiche. Di certo essere graficamente pertinenti non basta, il buon gusto e le qualità estetiche sono indispensabili per creare dei packaging coinvolgenti ed affascinanti.

E’ altrettanto vero, però, che un design bello ma che non ha nessuna connotazione visiva con il prodotto che rappresenta rimane un‘opera generica, fine a se stessa, replicabile su qualsiasi progetto. Da questo esempio estremo si capisce come la pertinenza sia utile, invece per affermare una bellezza affascinante, che si fa notare perchè è unica. 

Nell’immagine si può vedere una pennellata di filati di lana applicata su cartelette della Wool Club. Il lavoro è stato realizzato per conto dell’agenzia Carcano & Associati. Se vi interessa vedere i miei progetti di corporate, brand e packaging design, vi potete collegare a questo sito: https://www.tonitraglia.com

Osservato speciale

condimenti balsamici museum
Awarded packaging design aceti Museum by Toni Traglia Graphic Design

Nella sua edizione di gennaio, la rivista Packaging Observer mi ha dedicato un articolo. La pubblicazione era in merito ai premi che ho ottenuto alla XXIII Edizione del Premio Mediastars di Milano. Fa piacere ogni tanto essere un osservato speciale!

Primo Premio per il packaging design.


In breve, sono stato segnalato per i prestigiosi premi ricevuti nella sezione packaging design. In particolare hl mio lavoro ha vinto il Primo Premio come Miglior Packaging MediasdeCollegarsi a questo link che porta all’articolo dovo sono descritti i riconosimenti ottenuti:https://www.packagingobserver.com/gamma-e-immagine-coordinata/?fbclid=IwAR13IQzesysA_8xO_k-UJeRp8spr1foEw42_XPg592R-7YvQ13Ee39v5mNA

Babbo Natale quest’anno è stato generoso!

Babbo Natale  è stato generoso quest’anno!

In effetti mi manda questa buona notizia in merito ai premi ricevuti per il packaging design e che voglio considerare come un apprezzatissimo regalo natalizio.

Gentile Toni, ringraziandovi ancora per aver partecipato alla XXIII Edizione del Premio Mediastars, siamo lieti di confermarvi i riconoscimenti che Vi sono stati attribuiti.

Primo Classificato, sembrava impossibile.

Sezione Packaging Design: Primo Classificato Mediastar a Toni Traglia per il progetto Aceti Museum

Sezione Packaging Design: Primo Classificato Categoria Food, Serie Coordinata a Toni Traglia per il progetto Aceti Museum

Sezione Packaging Design: Special Star per il Graphic Design a Toni Traglia per il progetto Aceti Museum

Cosa dire? Quando ormai non ci speri più, ti arriva la notizia che più ti fa piacere.
Un grazie particolare a Museum per la straordinaria fiducia e cordiale collaborazione!

Cliccate qui per il link che porta al progetto presentato sul mio blog.

 

Talk “Viene prima il logo o viene prima il sito?”

Il 28 novembre al meetup WordPress di Lugano ho tenuto un talk sul tema “Viene prima il logo o viene prima il sito”. Ero stato sollecitato dagli organizzatori dei meetup a realizzare una presentazione su questi aspetti legati all’utilizzo del più famoso dei CMS.

Benché consapevole dell’innegabile presenza del graphic design su ogni sito WordPress, ero un pò scettico nell’accettare quegli inviti. In effetti la maggior parte dei talk a cui avevo partecipato trattavano di tematiche tecniche, legate allo sviluppo o all’ottimizzazione dei siti internet. Mi rendevo conto benissimo però che il problema di cosa e come comunicare online era molto diffuso anche tra gli utilizzatori di WordPress, così accettai l’invito a divulgare la mia esperienza di graphic designer in questo campo.

Sfrutto WordPress da diversi anni, usandolo per la creazione e la diffusione online del mio blog e di diversi siti. Un lavoro in particolare, realizzato per uno showroom di cucine di altissimo livello si prestava benissimo come spunto su cui basare il mio talk. Quel progetto era un buon riferimento per spiegare come anche con WordPress si possono ottenere ottimi risultati dal punto di vista della comunicazione e dell’immagine.

Meglio non rinunciare al corporate identity prima di lanciare un sito internet.

Realizzare un sito anche con WordPress senza avere definito prima il corporate risulta una decisione sbagliata o comunque incompleta. Un sito internet non può funzionare solo con il suo motore e con l’ausilio di qualche accessorio ben adoperato per la corretta indicizzazione: ha bisogno anche di una sua identità.

Il compito del graphic design serve appunto a concepire un’immagine che permetta di essere unici e facilmente identificabili. Ecco perchè diventa importante scegliere i professionisti giusti anche per l’aspetto visivo; contribuiranno a raggiungere il successo con la collaborazione degli sviluppatori, degli specialisti CEO e dei content managers.
Non perdetvi il video che riprende il mio talk: https://www.youtube.com/watch?v=3N1HQzqWlnQ

Mi potresti fare un sito internet?

Questo titolo esplicita una richiesta più che leggittima, ma comprereste mai un auto senza una carozzeria accattivante? Sicurammente no, ecco perchè questa domanda così ricorrente nell’ambito della progettazione grafica è sbagliata o comunque incompleta.
In effetti una vettura può circolare anche senza un design convincente ma le mancherebbe la sua parte identificativa, quella parte caratteristica che vi ha sedotto quando l’avete scelta.
Allo stesso modo un sito internet non può funzionare solo con il suo motore e con l’ausilio di qualche accessorio; ha bisogno anche di una sua identità. Non può bastare una buona programmazione, una egregia diffusione sui social e un perfetto Search Engine Optimisation per creare un buon sito internet.

Quale domanda fare allora ad un web designer?

La domanda giusta da fare ad un graphic designer sarebbe dunque: potresti realizzarmi un’identità aziendale? Il corporate identity ha per scopo quindi quello di definire l’immagine della vostra azienda di cui il sito internet è solo una parte ed è sbagliato farlo vivere senza averlo coerentemente inserito in questo contesto.
Prima di lanciarsi online conviene costruire quel mondo di valori fatto di emozioni e di sensazioni che il design permette di affermare anche sul web. In fondo il cielo di internet è immensamente confuso, portare in rete la propria personalità conferisce alla nuvoletta dei vostri prodotti un gusto unico. Magari un sapore di mare se condita con la giusta fantasia!

A quanti di voi era chiara questa premessa? Non è difficile rendersi conto dell’enorme confusione che sta regnando nel mondo della comunicazione visiva. Assodato che quando si lancia un sito si fa inevitabilmente comunicazione visiva, risulta ovvio che comunicare efficacemente sia una condizione indispensabile per avere successo. Sarebbe auspicabile allora formulare la domanda completa, partendo dalla richiesta di un’identità visiva e includendo anche il sito tra i tanti strumenti necessari per comunicare.

Questa carenza di consapevolezza aumenta ancora di più con l’uso dei CMS come WordPress che permettono a tutti di realizzare un sito senza troppi problemi: l’unica preoccupazione sembra quella di essere online e poco importa se si viaggia confusi nell’ immensità della rete.
Magari si arriva anche ad essere in prima fila, grazie ad un corretto lavoro di SEO; a quel punto però sarebbe esponnenziale la ricaduta dovuta ad una scarsa immagine. Se pensate invece che la gente non dia conto al modo in cui vi presentate, allora fate bene a fidarvi del vostro vestito rattoppato alla meglio.

Realizzazione sito internet Noli basato sul corporate identity.

Per NOLI abbiamo voluto usare al meglio i valori definiti nel corporate aziendale, il sito è solo uno dei componnenti basato sul sistema visivo. Quello che si vede online è l‘adattamento del sistema applicato su questo supporto, rispettandone coerentemente le regole.
Certamente le peculiarità del web esigono alcuni limiti e non tutto quello che si realizza su carta può essere ripetuto online. L’obiettivo dell’identità globale mira a fissare dei punti chiave che configurano un aspetto comune e identificabile su ogni supporto utilizzato. 
D’altronde come si potrebbe costruire un sito senza avere definito prima un logo o un marchio? Questa semplice e banale domanda giustifica il lavoro di corporate identity necessario prima di apparire sul web.
Avete mai visto un sito senza un marchio? Evidentemente no, perchè il marchio è fondamentale per la comunicazione e fa parte di un sistema visivo pensato per rappresentare i valori di un’azienda, non può essere dunque solo un simbolo da inserire casualmente sul sito.
Come potete immaginare, un marchio non si limita a mettere insieme delle grafiche di tendenza più o meno “friendly”. Richiede invece uno studio che enfatizzi graficamente l’unicità di una marca. Purtroppo questo notevole impegno di ricerca e di analisi non viene considerato alla domanda” Mi potresti fare un sito internet?”

Il sito NOLI basato su WordPress e realizzato in collaborazione con lo sviluppatore Brian Dragich è visibile al seguente indirizzo url: https://www.nolimodern.com mentre il progetto del corporate Noli e raggiungibile qui: https://www.tonitraglia.com/WP/identita-aziendale-noli/

La tipografia come scelta distintiva


Su questo packaging la tipografia viene usata in modo sobrio per appoggiare il sistema visivo dell’identità di prodotto.

Nel packaging design la tipografia assume un’importanza particolare rispetto alle altre attività della comunicazione visiva. In effetti, oltre alla funzione fondamentale di lettura, riveste un ruolo determinante per la personalizzazione dell’immagine di prodotto. In realtà queste caratteristiche sono condivise anche dall’immagine di marca, che è strettamente collegata all’identità visiva di una confezione. Notiamo di conseguenza che, in relazione al packaging, la brand identity assume un comportamento tipografico funzionale, destinato appunto ad enfatizzare l’originalità dei prodotti. Consapevole della capacità coinvolgente del packaging, lo studio di una brand identity destinata ad una gamma di prodotti, non può quindi non adottare uno specifico comportamento in merito alla tipografia. Quest’ultimo deve essere infatti strettamente collegato agli obiettivi che il design vuole rappresentare. Questa considerazione ci fa capire come non possono essere le preferenze di gusto o le tendenze alla moda ad influenzare la decisione dei font da utilizzare.


Notare come la tipografia del logo Dolcezze assume la funzione di avvolgimento come se le lettere fossero delle caramelle.

Spesso non basta solo scegliere i caratteri tipografici, bisogna anche capire in che modo utilizzare le font selezionate. Perciò risulta riduttivo limitarsi ad inserire macchinalmente su un astuccio una font a tutti disponibile e dunque molto sfruttata dai designers. Infatti, questo modo di fare, se non ponderato su applicazioni specifiche, produrrebbe solo risultati banali e la soluzione ottenuta sarebbe il contrario di quello che un pack dovrebbe suscitare nella precezione dei consumatori. Un graphic designer esperto conosce queste risorse e orienta le sue scelte per sfruttare al massimo il lettering, forzandolo ad esprimere i valori intrinsechi di una marca. Ecco perchè conviene affidare i progetti di packaging design a professionsiti esperti del settore, essendo gli unici che riescono ad interpretare la tipografia per esprimere egregiamente una strategia di marketing.


In questo caso, la tipografia riveste un aspetto floreale per evidenziare le proprietà naturali di queste uova.

In molti casi, la tipografia da sola non è sufficiente per la realizzazione di un buon progetto d’immagine di prodotto, ma non considerare le sue potenzialità sarebbe sicuramente un errore. Al contrario, ci sono delle confezioni che utilizzano solo e unicamente la tipografia come mezzo espressivo e riescono comunque a sorprendere per la loro personalità. In questo caso l’arte di sapere sfruttare una font come l’Helvetica piuttosto che un Times non scaturisce certamente da un semplice copia incolla: è necessario cogliere il carattere che definisce il disegno delle lettere. Questa consapevolezza influenza il design mettendo a profitto la tipografia in modo coerente e sfruttandola come una scelta distintiva.
Insomma, conviene fare un uso avveduto della tipografia per aumentare l’originalità e il carattere di un packaging design.