Restyling etichette di vino Enoteca del Museo

Questo ridisegno è stato necessario non perché l’immagine esistente non funzionasse, ma perché sono cambiate le disposizioni di legge per l’etichettatura dei vini. In effetti, il consorzio del “Bardolino” ha modificato le normative in merito ai contenuti che possono essere inseriti sulle etichette. In particolare ha dato indicazioni di non usare più la parola “Bardolino” come elemento grafico decorativo.

Prima, questo vincolo non esisteva e le nostre etichette sfruttavano in modo molto identificativo la scritta “Bardolino” La composizione tipografica che avevo creato, ricercata e coinvolgente, ostentava la grafica della scritta come un elemento unico e distintivo.

Rinnovare includendo il patrimonio visivo

Per non compromettere il valido consenso ottenuto dall’identità delle vecchie etichette, abbiamo deciso di mantenere lo stesso disegno delle fustelle conservando anche le stesse forme e gli stessi colori. Il lavoro di restyling si è sviluppato invece sulla disposizione degli elementi grafici. Ho assemblato i componenti in modo diverso senza annullare però l’importante patrimonio visivo.

Questa scelta ha comportato un minuzioso lavoro di equilibrio sul processo di composizione degli elementi figurativi, dovendo mantenere un richiamo alle precedenti etichette. La difficoltà consisteva nel fare convivere la memoria visiva con una nuova grafica che doveva comunque essere elegante e armoniosa. Certamente la nuova identità non poteva più contare sul protagonismo premiante del testo “Bardolino”. In effetti, la versione ridisegnata rispetta le nuove norme e include la scritta “Bardolino” solo come denominazione di prodotto. In qualche modo però, la nuova soluzione è convincente e riesce egregiamente a non disperdere il prezioso riconoscimento acquisito dal precedente packaging di quest’apprezzata linea di prodotti.

Appena possibile, condividerò un post con le etichette inserite sulle bottiglie di vino.
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Progetto del simbolo 50 anni Scout “deux dents”

Questo progetto nasce per la commemorazione del 50° anno di fondazione del gruppo scout che, insieme a tanti amici, abbiamo vissuto negli anni 70-80 in Svizzera. Per rilanciare inizialmente i contatti dei vecchi compari, il mio amico Marino e io, abbiamo pensato di rappresentare i passati ricordi e gli anni a venire con la figura di un bambino che sorride con due dentini da latte bene in evidenza.

L’immagine scelta da Marino per la fase di rilancio del gruppo

Questo progetto nasce per la commemorazione del 50° anno di fondazione del gruppo scout che, insieme a tanti amici, abbiamo vissuto negli anni 70-80 in Svizzera. Per rilanciare inizialmente i contatti dei vecchi compari, il mio amico Marino e io, abbiamo cercato di capire come rappresentare i passati ricordi e gli anni a venire. Sicuramente ci serviva un’immagine per ricordare visivamente la nostra vita in comune. Marino ha individuato allora uno scatto con la figura di un bambino che sorride con due dentini da latte bene in evidenza.

Per ricordare in modo fisico gli anni vissuti, abbiamo deciso di passare alcuni momenti insieme organizzando un incontro per festeggiare le nostre amicizie.

Il numero 50 come protagonista

Per commemorare visivamente quell’evento, ho pensato di riprendere la foto del bimbo e di semplificarla graficamente. Un lavoro di ottimizzazione grafica per rendere facilmente stampabile l’immagine. La parte più complessa però riguardava l’inserimento del numero cinquanta. Dopo le prime prove di inserimento, ho percepito che dovevo procedere in modo più personale, in simbiosi con il volto del fanciullo. Non volevo che il numero vivesse in modo subalterno, semplicemente comunicando gli anni vissuti insieme. Volevo invece che facesse parte del simbolo in modo vissuto e da protagonista. Dopo altri numerosi tentavi d’inserimento, ho pensato che il disegno del numero cinquanta potesse inserirsi come degli occhiali.

Un simbolo che vede passare gli anni

L’idea mi è piaciuta perché, ormai con gli anni, parecchi di noi portano le lenti. L’accostamento mi ha convinto anche perché, un neonato con gli occhiali riproduce bene noi altri amici avanti con gli anni però con dentro ancora lo spirito di un fanciullo. Ma mi ha convinto soprattutto perché veicola un concetto di trascendentale. In qualche modo gli occhiali ben impersonano la nostra attitudine di andare oltre gli anni, di vederli dietro di noi e vederli passare davanti con il sorriso di un bambino..


Da quella intuizione è partito il lavoro di disegno per raffigurare e inserire il 50 con il viso. Un processo lungo fatto di numerosi esperimenti, provando caratteri e stili tipografici diversi. Nessuna delle font standard disponibili mi ha convinto, non si integravano in modo armonioso con il viso. Così ho deciso di disegnare il numero partendo da una base tipografica dal contorno morbido. Di quella base ho preferito sfruttare solo il contorno, mantenendone però solo una parte. In questo modo, la presenza degli occhiali risultava meno invasiva, più leggera, lasciando trasparire senza pesare il volto del bambino. Ho scelto di mantenere la parte del contorno che resta evidenziato quando il numero 50 viene ombreggiato; in sostanza, come se il disegno del 50 fosse rappresentato solo dalla sua ombra. Questa soluzione ha permesso di far convivere le lenti sulla figura in modo originale pur mantenendo ben chiaro il viso del bimbo.


Un progetto flessibile e funzionale

Dal punto di vista produttivo, il progetto si è basato su tracciati vettoriali che non subiscono alterazioni in fasi di ridimensionamento. In questo modo il simbolo può essere inserito senza problemi su supporti piccoli come su quelli grandi. Il fatto di aver optato per i colori piatti, senza sfumature favorisce la loro applicazioni su supporti con tipologie di stampa più restrittive come la stampa su magliette o sui mug. Per ottimizzare il processo e i costi di stampa, ho limitato i colori a un numero di tre. Le tinte sono di media vivacità e possono così vivere sia su fondi chiari che su fondi scuri.

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Qui invece potrete visionare le motivazioni del progetto delle etichette DOP Museum